San Francesco di Paola: il compatrono della città di Trapani alla corte di Francia

Il nostro consocio Past-President Leonardo Augusto Greco il 27 Marzo ha parlato nella sua relazione della figura di San Francesco di Paola, copatrono di Trapani, ma sicuramente sconociuto ai più, anche Trapanesi.

RELAZIONE

“Nella periferia della città francese di Tours, al centro di un serra adibita a coltivazioni di ortaggi, si erge una piccola cappella dall’aspetto modesto e trascurato. Vi si accede  attraverso un vecchio cancelletto di ferro aggredito dalla ruggine che non rende agevole il funzionamento della serratura. Per aprire il cancelletto occorre chiedere il chiavistello ad una signora che abita nei pressi. Nella cappella sono sepolti i resti di uno dei più grandi santi della Cristianità: San Francesco di Paola.
Nato in Calabria nel 1416, fu il fondatore dell’Ordine dei Minimi che si diffuse celermente in tutta Europa e principalmente in Italia e Francia. In odore di santità, la gente si rivolgeva a lui per consigli e per ottenere grazie.
Numerosi furono i fenomeni soprannaturali attribuiti a questo Santo; impossibile  enumerarli tutti. Si  ricordano in particolar modo, l’acqua fatta scaturire dalla roccia vicino al convento di Paola, ancora oggi meta di numerosi pellegrinaggi, i massi che minacciavano di franare sullo stesso Convento e fermati dal Santo nella loro caduta. Il miracolo più famoso è comunque quello avvenuto sullo stretto di Messina; il  taumaturgo l’attraversò con alcuni confratelli sul suo mantello dopo che un barcaiolo si era rifiutato di traghettarlo gratuitamente.
In quel periodo regnava in Francia Luigi XI, figlio di quel Carlo VII fatto incoronare a Reims da Giovanna D’Arco. Il Re soffriva di una grave malattia: nel tentativo di riacquistare la salute aveva consultato medici e innumerevoli guaritori. Quando la fama del monaco calabrese arrivò in Francia, immediatamente inviò una delegazione per invitarlo a Corte.
Fu così che San Francesco, suo malgrado, ormai avanti negli anni, si trasferì in Francia da dove non tornò mai più.
Per venticinque anni visse  a Plessi-Les-Tours  ove seppe farsi stimare da tutti e in particolare da Carlo VIII; fu quindi consigliere spirituale di ben tre sovrani: Luigi XI, il di lui figlio Carlo VIII e Luigi XII. Il suo apporto politico fu straordinariamente importante.
Uomo europeo “ante litteram”,  si occupò dei problemi politici del tempo; influenzò le scelte dei sovrani  in un’epoca in cui sorgevano gli Stati nazionali e riuscì a mantenere la pace in Europa
Tra le questioni politiche risolte si annoverano
– la restituzione al Re di Spagna  da parte di Carlo VIII – (Trattato di Narbonne) delle Contee di Roussillon e di Cerdagna – la  Pace con il Ducato di Bretagna – il matrimonio di Carlo VIII  con Anna di Bretagna –  l’abolizione della Prammatica Sanzione (cioè a dire del limite alle prerogative del papa) che era stata adottata nel 1438 – la restituzione alla Santa Sede  del contado di Valentinois.
Il Santo impedì anche la guerra tra Carlo VIII e la Spagna e fece in modo inoltre che il Re francese non attuasse una seconda discesa in Italia malgrado le pressioni degli esuli napoletani.
Con la sua azione San Francesco di Paola pose le radici cristiane a fondamento della nascita dell’ Europa.

Il sereno trapasso

Dopo aver trascorso gli ultimi anni in tranquilla  solitudine, San Francesco morì in Francia a Plessi-les-Tours il 2 aprile 1507. Sentendo avvicinarsi la fine, chiamò a sé i suoi confratelli sul letto di morte, esortandoli alla carità reciproca e alla salvaguardia dell’austerità nella regola. Nominò il vicario generale ed infine, dopo avere ricevuto i sacramenti, pregò un confratello di leggergli la Passione secondo Giovanni .
Fu canonizzato nel 1519 da Papa Leone X, al quale aveva predetto quando era ancora bambino la sua elezione a Papa.
Il suo corpo fu oltraggiato due volte: dagli Ugonotti che nell’intento di darlo alle fiamme, nel 1562 aprirono la tomba e poi durante la Rivoluzione francese.

Presenza dei Minimi a Trapani

Da un manoscritto dello storico Giuseppe Fardella, si evince che i Padri Paolini giunsero a Trapani nel 1571, fondando un ospizio fuori le mura della città.
Nel 1572 Francesco Barlotta e Giovanna Cuthillero regalarono ai Padri Minimi alcuni terreni vicino  Trapani. Alcuni anni dopo i francescani acquistarono dai Padri Carmelitani  un’area nel prolungamento di Via G. B. Fardella, nel luogo chiamato “Biaggio”; ivi si insediarono nella piccola Chiesa di S. Biagio, vicino alla Chiesa dell’Annunziata.
Poi, nel 1582 il Vescovo Berardo Gash concesse ai Padri Minimi un’altra piccola Chiesa nell’attuale piazza S. Francesco di Paola per dar loro la possibilità di operare al centro dell’abitato.
In seguito acquistarono anche le quattro costruzioni adiacenti e il Convento si ingrandì con un refettorio e vari magazzini.
In questo luogo, il 30 gennaio 1848  la squadra rivoluzionaria di Torrebianca si riunì  clandestinamente per preparare l’assalto al Castello di Terra che si concluse con la resa della guarnigione militare.
La “rivoluzione siciliana” era scoppiata venti giorni prima dando l’avvio ad una serie di moti popolari che sconvolsero l’Europa intera. La rivolta portò alla proclamazione di un “nuovo” Regno di Sicilia indipendente, che sopravvisse fino al maggio del 1849.
Nel settembre del 1976,  la città fu colpita da un terremoto durante il quale la suggestiva statua lignea del santo calabrese rimase bagnata di sudore nel viso e nel collo  (Atto Not. Andrea Di Blasi 20.05.1727). Lo stesso anno il Senato di Trapani proclamò  S. Francesco di Paola  “Compatrono della città di Trapani”.
Nel 1943 Papa Pio XII, in ricordo della miracolosa traversata dello stretto di Messina, proclamò al mondo San Francesco di Paola Patrono della gente di mare.